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    AFTERHOURS
    Intervista
    a cura di D@niele, Maxino

  • Anche quest anno il Tora Tora è stato sicuramente un successo, ha avuto un riscontro del pubblico superiore a festival quali Idays e independet, possiamo dire che ormai in Italia non ha rivali?

  • Arezzo wave dove lo mettiamo? Penso sia il festival piu completo in Italia ora come ora perché oltre ad artisti italiani partecipano artisti stranieri, noi non abbiamo la componente straniera. Noi vogliamo dare uno spaccato della scena musicale italiana non fermandoci ad una singola area musicale..e di pensiero, probabilmente, però ci sono comunque diversi generi che qui non sono rappresentati,il jazz,l’avanguardia,l’elettronica sperimentale per esempio. Il Tora Tora quindi non rappresenta comunque tutto quello che succede nella musica e per questo tanta gente ci critica…per questo non può essere l’unico festival in Italia,però, te lo concedo siamo cresciuti tantissimo in questi anni e ora abbiamo davvero tanto seguito.

  • Un paio di anni fa avevi detto che alcuni album di artisti che avevano suonato al Tora Tora erano spazzatura,quei gruppi hanno suonato anche quest’ anno?

  • Mettiamola così….. non posso invitare tutti i gruppi che mi piacciono perché altrimenti farei la mia compliation e non un festival che rappresenta la scena italiana. Scelgo i gruppi in base a come se ne parla e in base a quanti sostenitori hanno.Li scelgo perché sono importanti per qualcuno, non per me. Una caratteristica importante di questo festival è la democrazia, tanti festival non possono vantare una cosa del genere. Di solito se non piaci al direttore artistico non ci vai, a meno che tu non venda milioni di copie……. Poi non è detto che le cose non mi piacciano siano per forza brutte

  • “Non è per sempre” è sicuramente il disco più pop degli Afterhours, al contrario “Quello che non c’è” è un album molto sofferto e pessimista. L’ironia che vi caratterizzava lascia spazio a testi più amari,cosa contraddistinguerà la vostra nuova uscita?

  • Sicuramente un album diverso da tutti gli altri, come nostra tradizione del resto, ma avrà un’anima più aggressiva ed elettrica rispetto a “Quello che non c’è”. Sarà meno introspettivo, ma non sarà assolutamente un album solare,però avrà un suono più potente.

  • Avrete anche dei brani in inglese,vero?

  • In realtà abbiamo curato una versione dell’album in inglese che sarà destinata al mercato estero, in Italia sarà disponibile solo la versione in italiano. Non voglio mischiare le due cose perché non ha un senso stilistico ci sarebbero cali di tensione.

  • Sei un artista eclettico componi testi e canzoni,scrivi racconti, fai letture e produci, cosa dobbiamo aspettarci ancora?

  • Il record del mondo sui 100 metri stile libero,scherzo, io faccio tutto quello che mi fa star bene e mi diverte, non me ne frega neanche il fatto di apparire troppo. Ho suonato nella mia vita con un sacco di artisti che ho sempre ammirato molto, al di là degli Afterhours ti sto dicendo,ho sempre cercato di crearmi intorno la più ampia libertà possibile..adesso sto collaborando con gente del calibro di John Perrish che io ammiro moltissimo. Credo che sia il massimo quello che faccio e voglio godermi queste esperienze fino in fondo.

  • Hai una personalità molto forte e sicura di te, sei capace di coinvolgere la gente e farti ascoltare, ti senti un po’ il portavoce di una generazione?

  • Non credo anche perché la mia generazione ha avuto certi miti, la vostra forse ha cominciato ad ascoltare i primi Afterhours…però è già tanto se riesco ad essere portavoce di me stesso.

  • In alcune canzoni parli più o meno direttamente di un dio, hai fatto anche un video piuttosto ambiguo, come ti poni di fronte alla fede?

  • Ma come tutti: con grandi dubbi e di fatto nessuna certezza. Mi sento una persona molto spirituale, che è molto diverso dall’essere religioso, non sono praticante, mi rimangono davvero molti dubbi.

  • Hai descritto “Quello che non c’è” come la “Rabbia e la disperazione per la perdita dei valori”, quali sono i valori della vita?

  • Direi più che Quello che non c’è è un urlo di rabbia per la perdita dei “Punti di riferimento”, non tanto dei valori. C’è da dire che durante la vita di un individuo i valori e i punti di riferimento cambiano tantissimo in base a quello che vivi, a quello che sperimenti e questo è un fatto che molti non riescono a capire e soprattutto ad accettare però anche questo è un fatto importante nel percorso della vita di ognuno. Quando si cresce si fanno delle scelte, si prendono strade molto diverse e si cambia molto anche nell’anima, crescere è cambiare. Però non si tratta di una crisi dei valori perché quelli ci sono sempre dentro di me.

  • Un libro che tutti dovrebbero leggere.

  • Diciamo che io i libri li assorbo, alla fine magari non i ricordo con precisione tutte le vicende,però mi rimangono le impressioni e le sensazioni che mi ha dato la lettura..un libro che tutti dovrebbero leggere..direi un classico: “Delitto e Castigo” di Dostoevskij.

  • Ci puoi dire qualcosa sull’ultimo singolo “Gioia e rivoluzione”..

  • Tutto è nato quanto Guido Chiesa ci ha chiesto di interpretare gli Area in “Lavorare con lentezza”, da li è nata l’idea di proporre il brano come singolo e includere in esso anche due nostre cover, “La canzone di Marinella” di De Andrè in versione marcia funebre e “La canzone popolare” di Fossti, uno dei più grandi artisti italiani di sempre

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