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| PGR |
| intervista |
| a cura di D@niele, Maxino |
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La dimensione politica è sempre stata contemplata nella vostra musica, ma con una prospettiva particolare: non con una connotazione partitica, ma come una riflessione ampia che abbraccia la morale e l’etica…
[G.L.Ferretti]Sì, è vero, la mia dimensione politica non è legata alla contingenza della “cronaca”,ma alla storia,alla memoria umana e alle cose che sono successe..è come se fosse pre-politica. Io sono sempre stato di sinistra e con coscienza perché credo che la politica sia una dimensione indispensabile nel vivere sociale che però non deve farsi prendere dalla demagogia,bisogna avere le proprie idee e convinzioni e bisogna accettare che le proprie opinioni non siano le opinioni di tutti,perché questo sarebbe la fine della politica e del genere umano,è assolutamente necessario che ci siano opinioni diverse..io sono stato comunista,molto,ma non lo sono più perché il comunismo è un’idea della politica ossessiva che pretende di avere una verità e che tutti in qualche modo devono uniformarsi a quello, io non credo più a queste cose..è l’approdo di un percorso che si fa con lo studio delle cose,con l’esperienza,la riflessione.mi sono sempre sforzato di avere una particolare connotazione politica che però non fosse riducibile alla dimensione del partito e di quello che succede in questo dato momento.Anche se la mia coscienza politica è forte,sono stato militante di lotta continua, sono stato iscritto al PCI, poi sono passato ai DS, ma questo non è mai diventato un motivo per cui scrivere delle canzoni, questa è una cosa che riguarda assolutamente me come persona, il voto è libero e non mi sento di usare il palcoscenico e il credito che ho ottenuto in più di venti anni di lavoro per dire cosa è meglio fare, io non lo so, certo bisogna essere delle persone per bene,oneste, bisogna guardare in faccia alla realtà sia quando è gradevole che quando non lo è, però io non posso fare propaganda, ma mantenere l’idea che la politica sia una dimensione indispensabile nella vita di ogni singolo uomo con cui ognuno di noi è tenuto a confrontarsi, ma con i propri pensieri e le proprie idee e con la propria storia….Per questo io ho una prospettiva della politica molto etico-morale e non partitica, riducibile alla linea di un particolare partito.
CCCP-CSI-PGR: un’evoluzione di stile nei diversi progetti, ma con una spina dorsale:Gianni Lindo Ferreti. Cosa ti ha dato la musica e come nel tempo la tua ottica è cambiata?
[G.L.Ferretti]..la musica non ha mai influenzato il mio modo di vedere le cose, semmai è il mio modo di vedere le cose che influenza la mia musica. Io di musica non ne sapevo nulla, mi è capitato fra capo e collo ed è potuto succedere solo con i CCCP e con il punk che stavamo facendo perché è stato un momento in cui quello che valeva era dimostrare la nostra interiorità, mostrare a nudo la nostra anima e non la propria capacità di suonare o cantare.Io quando salivo sul palco non avevo la pallida idea che avremmo fatto strada con quello che stavamo suonando. Per noi, in quel momento, era più importante quello che si stava dicendo che non come lo si diceva, vaffanculo lo strumento è l’anima che conta! Ma questo è stato possibile in un momento storico e artistico molto preciso e adesso sarebbe molto difficile fare la stessa cosa che ho fatto io con i CCCP alla fine degli anni 80, me lo hanno permesso le contingenze sociali e culturali di quel particolare momento storico. Di fatto, quindi è la mia vita che influenza il mio modo di fare musica, detto questo bisogna considerare che faccio musica da 22 anni e la musica mi ha aiutato tantissimo, oltre che avermi salvato la vita, mi ha aiutato a sopravvivere , in questi ultimi tempi è diventato un motore per coltivare nuovi interessi non solo di carattere musicale, ma anche di carattere storico e di studio e questo è successo negli ultimi anni quando io ho conosciuto e sono diventato grande amico di Ambrogio Sparagna e ho potuto approcciarmi alla musica popolare, alla musica tradizionale, alla musica religiosa, e queste esperienze che mi hanno arricchito sono un regalo splendido frutto della mia vita musicale e che mi ha permesso di conoscere i grandi vecchi della musica italiana, i grandi musicisti della tradizione e io mi sono innamorato di tutte queste storie..non so in che termini queste esperienze si ripercuotono sul mio stile di musica, però c’è di sicuro il fatto che questa nuova fase dei PGR è già molto determinata dal fatto che io non sono rimasto chiuso nel mio mondo, nello stilema di avanguardia musicale e di punk-rock e ho cominciato ad osservare la musica con un occhio molto molto..acuto.
quindi ti avvicini alla musica di nuovo senza pregiudizi, abbattendo canoni e stilemi ingabbianti…
[G.L.Ferretti]…..sì,è vero, non mi sono mai sentito così punkettone negli ultimi 25 anni come adesso,poi vedrai sul palco stasera, per certi versi mi sembra di essere tornato agli albori dei CCCP per sincerità e strafottenza, però con la consapevolezza della complessità della musica che allora non solo noi non avevamo ma io non pensavo che potesse essere così..questo è in parte un dono che mi è dato dalla più approfondita ricerca e conoscenza nell’ambito della musica popolare e tradizionale
hai quindi ampliato parecchio i confini della musica a cui attingi…dal punk,al folk,al rock…al gregoriano…
[G.L.Ferretti]Beh,è vero,ieri sera ho fatto un concerto a Mantova per il Festival della Letteratura che si intitola “Litanie”e si tratta di un progetto che io e Ambrogio abbiamo studiato per fare nelle chiese, si tratta di una serie di canzoni di carattere religioso..
È vero anche la tua voce è molto adatta a questo tipo di suono..avevi già fatto “libera me domine” ai tempi dei CCCp se non sbaglio…
[G.L.Ferretti]Hai ragione,c’è da dire che non c’è nulla di nuovo sotto il sole e certe cose che ci sono devi coltivarle, svilupparle e lasciarle fiorire…e l’altra cosa che mi è successa e anche questa è stato un bel regalo sempre legato alla mia vita musicale..quando sono finiti i CSI io ho avuto molti problemi a salire sul palco, mi intimoriva il pubblico e io mi chiedevo “Ferretti,che cazzo ci stai ancora a fare sul palco?” gli ultimi concerti dei PGR li ho fatto con Ginevra in piedi a cantare e io seduto su una seggiola quasi di spalle al pubblico…..poi ho conosciuto il teatro tramite Caretti, ho imparato tecniche vocali, giochi di voce nello spazio vuoto; si crea un mondo di finzione con atmosfere rarefatte e surreali…ho potuto così superare i miei problemi sul palco.
Da cosa è nato questo impaccio con il palcoscenico?
[G.L.Ferretti]All’inizio pensi che stare sul palco sia un sogno che si realizza, poi diventa una necessità che nel tempo esaurisce la sua forza…per me era arrivato il momento di smettere, lo sentivo…ma ora ho fatto la pace con il palco.
Per quale motivo la vostra musica passa sempre poco per i grandi canali (Tv e radio)…
[G.L.Ferretti]Vedi, ti dicevo che ieri ero a Mantova, per arrivare qui ho preso un treno locale, c’era qualcuno che mi guardava, qualcuno che se ne fregava e qualcuno che mi ha fermato…io non ho un’immagine mediatica,la gente che mi ascolta sa chi sono davvero…io voglio salvaguardare la mia vita,se vado sempre in TV le mie vendite aumentano,è vero, ma io voglio avere la mia vita normale fuori dallo star-sistem..io rilascio pochissime interviste,soprattutto alla TV e alla radio, alla “Notte della taranta” eravamo assediati dalle telecamere, ma io non ho preso spazi…dalla collaborazione con Amanda Lear ho imparato il brutto della televisione e della celebrità mediatica.
Però con i CSI un certo riscontro di successo dipendeva anche dai vostri video…
[G.L.Ferretti]..il troppo successo dei CSI alla fine ha schiacciato la mia vita privata ed è stato la causa di rottura finale…non voglio fare la vittima dicendo che non ci sono spazi per la musica..non li voglio e basta!
L’ultimo album dei PGR segna un ritorno alle origini, con le sonorità ardenti che ricordano i CSI e che nei primi album dei PGR si erano un po’ addolcite, cosa ha spinto a questo cambiamento?
[G.Canali]Si può leggere come un ritorno…sai, è il materiale umano che fa la sonorità,non è tanto il cervello che decide che ora si deve fare una cosa del genere,semplicemente questo album è più elettrico degli altri perché dell’elettronica ci eravamo stufati e penso che ora siamo riusciti ad andare in là,avanti.Con l’elettronica comunque abbiamo sempre creato un tappeto sonoro che a volte non si sente, ma è sempre dietro alla nostra preparazione, e l’approccio è filtrato dalla nostra esperienza e dalla nostra sensibilità di musicisti.Sai ci siamo trovati con un album come Contesole che è una cosa minimalissima registrata dal vivo e poi sovrastrutturata, poi con una tournéé dei PGR, che già avevano cambiato le carte in tavola, in teatri con molta meno elettronica e molto più l’aspetto della musica classica mischiata alla musica pop e rock, dopodiché Francesco e Ginevra se ne sono andati e ci siamo trovati con una chitarra e due bassi..che cosa devi fare? Fai quello che sai fare con questi strumenti e ti passa la voglia di giocare con l’elettronica.Nel momento in cui qualcuno viene a mancare il gruppo non è più lo stesso e non più proporre lo stesso suono….una cosa importante è che noi non restiamo legati a marchi o a idee,ai concetti di base sì..quello che facciamo è un’altra cosa..una “Questione privata”.
Il vostro stile è una sintesi di punk,rock,folk e tradizione popolare,quale potreste definire la vostra fonte di ispirazione principale?
[G.L.Ferretti]Guarda è un fatto istintivo…la musica non è altro che una serie di note messe in fila e soprattutto parole, la cosa più importante, i concetti che a volte tra di noi sono in contrasto perché certo, quello che penso io della vita non è quello che pensa Giovanni. Le parole sono sempre di Giovanni, poi al massimo si gioca sopra tutti insieme,però la voce e i testi sono suoi…dice cose orribili e pesanti a volte, però lo appoggio e lo sostengo e lo enfatizzo, durante il concerto faccio dei controcanti soprattutto nei punti più pesanti.
Potresti definire dei leitmotiv, delle linee guida che hanno accompagnato la tua produzione artistica nel tempo? Qual è lo spirito delle vostre canzoni?
[G.L.Ferretti]Non so,forse l’accento più grosso va messo su una parola sola che è “Provocazione” perché,sia per quello che riguarda me che Giovanni, sicuramente mettere insieme parole e musica ha sempre avuto un fine di provocazione più che altro..difficilmente senti quel populismo che spesso pervade la musica alternativa e soprattutto quella di sinistra..l’unica cosa è questa..lo spirito sottile delle provocazione pervade tutti i nostri progetti musicali..
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