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    SLACKERS
    Intervista
    a cura di Nicocero, Traduzione: Nemesis

  • Sulla copertina del vostro ultimo album, c’è una ragazza che chiude gli occhi e dà le spalle ad un televisore. Il televisore mostra le immagini di un’esplosione e di un giornale che riporta i fatti dell’11 settembre. Qual è il significato?

  • Il titolo “Close my Eyes” vuol essere un commentario a ciò che noi sentiamo rispetto ad un sacco di persone negli USA, che siano musicisti o persone comuni, e al loro chiudere gli occhi dinnanzi al mondo che li circonda. Non vogliono avere a che fare con il terrorismo, non vogliono avere a che fare con la guerra, non vogliono avere a che fare con il sacrificio.
    E’ come se pensassero che continuando a vivere la propria vita di tutti i giorni, tutto andrà bene. Il mondo della musica non ha risposto ai fatti dell’11 settembre con canzoni che siano realmente significative. La gente non vuole affrontare l’argomento, non stanno affrontando il problema, quindi noi li stiamo invitando a pensare oltre che a soffrire. Stiamo cercando di unire mente e corpo.

  • Le vostre canzoni parlano di emozioni e stati d’animo. Gli eventi dell’anno appena trascorso hanno influenzato i vostri testi?

  • Senza dubbio. Siamo tutti legati a quello che sta succedendo in questo momento, quindi dobbiamo per forza parlarne. Non abbiamo altra scelta. Non puoi semplicemente scrivere canzoni come se fossi in una campana di vetro, devi scrivere quello che succede nella tua vita. “Been Waiting” parla della mia frustrazione verso il popolo americano, che in sostanza reagisce agli attacchi terroristici con un momento di vendetta del tipo “qualcuno mi ha attaccato, prendiamo il colpevole”.
    E poi Osama Bin Laden, anziché spendere i suoi soldi –sapete tutti che è un uomo ricco- non ha costruito fattorie, strade, ospedali. Ha fatto esplodere bombe e ucciso persone. Da qui nasce la mia frustrazione nei confronti di come gli esseri umani si comportano gli uni versoA? gli altri. E’ di questo che parla la canzone.

  • Il titolo del vostro ultimo album “Close your Eyes”, viene dall’opera di Kerouac “Visions of Gerard”. Che ci dite a tal proposito?

  • Vic è un grande fan di Kerouac. Stavamo parlando di “Close your eyes” come ad un possibile titolo per l’album e lui stava sfogliando un suo libro quando, all’improvviso, ha aperto il libro ad una pagina che riportava proprio le parole “close your eyes” e ha detto “mio Dio!
    E’ una specie di segno, una grossa coincidenza!” Sembrava tutto collegato, come se Kerouac stesse parlando delle stesse cose di cui stavamo parlando noi.

  • Come riuscite ad ottenere atmosfere così intense nella vostra musica?

  • In “Close my Eyes” c’è un deliberato tentativo di mantenere la musica il più semplice e diretto possibile, senza troppi over-dubs ,e cercare di farla sembrare, anche se non lo è, dai suoni live, il che si accosta a come ci sentiamo noi, una live band.
    Non ci nascondiamo dietro effetti da studio di registrazione.

  • Scrivete prima i testi o la musica?

  • Dipende dalla canzone. Per “Been Waiting” ho scritto prima il testo, e anche per “I Still love you. A volte Victor pensa ad una nuova melodia e mi chiede “hai un testo per questa?”. Molte canzoni nascono dalla collaborazione di tutta la band.
    Come Glen Pine, ad esempio. Lui è stranissimo. Dice cose tipo “La base-line sarà così, ho un’idea x per la linea, la parte delle tastiere è così, ecc.”Poi tutti riempiamo gli spazi vuoti. Faccio molto affidamento su questo. E’ la mia forza nella debolezza.

  • Avete progetti per il futuro?

  • Al momento stiamo registrando tantissimo! Siamo appena stati in studio di registrazione con i Sidney Mills C’era questo tastierista degli Steve Hox, è un grande produttore reggae. Abbiamo fatto un sacco di ritmi reggae con lui, e un po’ di roba ska e qualcosa dai ritmi latini.
    Sono davvero entusiasta di alcune nuove canzoni. Stiamo laA?vorando praticamente su due nuovi album contemporaneamente. Torneremo in studio di registrazione a gennaio. Stiamo imparando un sacco di canzoni nuove, cercando di pescare qualche idea in giro in modo tale da avere altro materiale per quando torneremo a registrare a gennaio. Ecco su cosa stiamo lavorando.

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